Graffiti a bordo
22.04.2012
Graffiti a bordo
22.04.2012Street art e design. Se sia il secondo a inseguire la prima o viceversa è difficile dirlo; fatto sta che, quest’anno, il Fuorisalone ha fra i suoi protagonisti proprio uno street artist, Kenny Random. Uno street artist anomalo, questo sì, dal momento che già da tempo si occupa di design per alcune grandi aziende. E c’è anche un terzo elemento, la moda.
Già, perché il vecchio autobus che Kenny Random ha “parcheggiato” in via Tortona 30, completamente dipinto di bianco per simulare un muro su cui lasciare la propria inconfondibile firma, serve da showroom per la sua prima collezione “moda”, a base di t-shirt, foulard, teli da mare, valigie e tazze.
Sullo sfondo bianco, Kenny – al secolo Andrea Coppo – ha disegnato gli stessi elementi con cui da tempo abbellisce i muri di Padova: l’ormai celebre ombra del mago e le farfalle colorate.
Gli integralisti della street art storceranno certamente il naso, ma forse faranno uno strappo per partecipare al cocktail offerto tutte le sere a bordo dell’autobus, corredato da dj set e musica dal vivo.
Via Tortona 30
Slow Seating
22.04.2012
Slow Seating
22.04.2012Meditazione e riposo: sono le funzioni principali della sedia secondo il designer cinese Zhu Xiaojie, che ha invitato i suoi colleghi a riflettere sullo “slow seating”. Un concetto profondamente radicato nella cultura cinese, dove il pensiero, la pausa e la riflessione sono considerati elementi fondamentali per uno stile di vita corretto – basti pensare all’importanza sociale e familiare di riti come la calligrafia e la cerimonia del the.
Il risultato è una mostra allestita presso lo spazio ex-Ansaldo nell’ambito di Meet in Milano, l’appuntamento organizzato dalla piattaforma di comunicazione multimediale di RCS, Living Network.
Con il sostegno della Beijing Design Week, Zhu Xiaojie ha raccolto il lavoro di 60 designer cinesi intorno al concetto di sedia. Un esperimento creativo che tenta di attribuire qualità contemporanee a un’eredità antica, cercando allo stesso tempo di spostare l’attenzione internazionale dall’idea squalificante di “Made in China” a quella più lusinghiera di “Designed in China”.
Spazio A (Ex Ansaldo), Via Bergognone 30
Inside the box
22.04.2012
Inside the box
22.04.2012Ritrarre un oggetto di design all’interno di una scatola, uno spazio avvolgente e protettivo come quello di un corpo nudo, per farne emergere le linee e il disegno.
È una collaborazione tutta olandese quella fra il fotografo Erwin Olaf e il designer Marcel Wanders per Mooi, in mostra in questi giorni presso lo showroom del noto marchio olandese.
Noto per le sue immagini spesso forti e provocatorie, Olaf ha creato un concept astratto di grande impatto, riuscendo in qualche modo a “umanizzare” i prodotti di design.
Non a caso, ispirandosi a quest’idea, Mooi offre a tutti i visitatori l’opportunità di essere a loro volta ritratti all’interno della scatola in una sessione fotografica interattiva. Le immagini vengono pubblicate in tempo reale sul sito del brand.
Showroom Mooi, via Tortona 37
HACKED/LO-FI MANUFACTURE
21.04.2012HACKED/LO-FI MANUFACTURE
21.04.2012SLOW DESIGN WEEK AT HACKED – laRINASCENTE
LO-FI MANUFACTURE by SOMETHING AND SON
HACKED/BEATRICE GALILEE
21.04.2012HACKED/BEATRICE GALILEE
21.04.2012SLOW DESIGN WEEK at HACKED – laRINASCENTE
INTERVISTA CON LA CURATRICE BEATRICE GALILEE
Supercycle our souls
21.04.2012
Supercycle our souls
21.04.2012SOS. Che significa: allarme, stiamo per essere sommersi dalla plastica! Ma che sta anche per “Supercycle Our Souls”, il titolo scelto per la mostra che il collettivo australiano dei Supercyclers ha allestito presso gli spazi espositivi di Ventura Lambrate.
Chi sono i Supercyclers? Non un gruppo di ciclisti superveloci, ma dei “riciclatori seriali”, che fanno della possibilità di riutilizzare ciò che di solito scartiamo – magari disperdendolo negli oceani – il fulcro della loro attività di design. O, in altre parole, modificando la nostra concezione di “rifiuto”, trasformando gli scarti in qualcosa di così bello da indurci a spendere soldi per averli.
Il risultato è una serie di oggetti bellissimi e unici. Ci sono le luci e le stoviglie di Liane Rossler e Sarah K, da Sidney, create con i famigerati sacchetti di plastica monouso. E poi gli oggetti di polistirene di Mark Vaarwerk, la sedia di Blakebrough+King fatta con manici di scopa e attrezzi da giardino, il vaso “solare” di Andrew Simpson nato dal riciclo di pannelli fotovoltaici e molto altro…
“Trovare il delicato equilibrio fra la spinta creativa a produrre (e ancor più a possedere) oggetti e la necessità di preoccuparsi per l’ambiente è difficile”, spiega Sarah K. “Il fatto è che ci sono già fin troppi oggetti”.
Ventura Lambrate, via Ventura 3
Luci, relax, gelato
21.04.2012
Luci, relax, gelato
21.04.2012Il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, già di per sé un luogo bellissimo, si presta perfettamente a fare da contenitore d’eccezione per il design. Basta percorrere le sue sale, animatissime in questi giorni, per rendersene conto. Fra le cose che ci hanno colpito di più ci sono le luci.
Innanzitutto quelle di Tom Dixon, “istigatore” dell’evento, cui sono dedicati ben quattro spazi. L’entrata di via Olona è dominata dall’installazione “Luminosity”, che presenta le nuove creazioni attraverso una serie di tunnel di luce interconnessi. Ispirato alla perfezione matematica, Etch Light Web Copper (nella foto) è un paralume che arreda l’intera stanza gettando ombre angolari attraverso una serie di pentagoni irregolari ripetuti sessanta volte.
E poi c’è il light design selezionato da La Chance, neo-azienda francese che presenta le creazioni di giovani designer da tutto il mondo. L’installazione si chiama “Jackyll and Hyde” e oppone colori primari e finiture lucide a materiali naturali e monocolore. Sorprendente “The rhythm of light” della designer olandese Susanne De Graef, che in modo del tutto inaspettato riproduce l’illuminazione classica ispiradosi al castello di Versailles.
Ma c’è anche di che rilassarsi, al MOST. Se dovesse cogliervi la sete, fermatevi nella bottle-free zone del Soda Bar per un sorso d’acqua ecosostenibile. Per gli attacchi di fame improvvisa, invece, c’è Spring Table, il pop-up restaurant di Stevie Parle (chef del Dock Kitchen) allestito nel chiostro (e, la sera, nella Sala del Cenacolo), dove gli ingredienti italiani incontrano la cucina britannica. Oppure l’Università del Gelato di Carpigiani dove, oltre ad avere un gelato gratis, potrete imparare come comporre il vostro gusto preferito.
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci, via San Vittore 21





